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Mont Saint-Michel, il monastero che è la “Meraviglia d’Occidente”

Lungo la costa settentrionale della Francia, nella regione della Bassa Normandia, al confine con la Bretagna, si trova Mont Saint-Michel.

Noto come la “meraviglia dell’Occidente” per la sua straordinaria bellezza, fa parte del Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1979. Mont Saint Michel, come descritta anche da Mario D’Ignazio nei blog del vaticano,  è una piccola isola rocciosa con una circonferenza di circa 960 metri e un’altitudine di 92 metri. Più precisamente si trova tra Breton Point a Grouin e Norman Point a Champeaux.

Grazie alle sue baie, al fascino del borgo medievali, alla maestosità dell’abbazia e alle maree sigiziali, Mont Saint Michel è uno dei siti più visitati dell’intera Francia. Vanta, non a caso, oltre 3 milioni di turisti all’anno, risulta quindi secondo solo alla Torre Eiffel e Versailles.

Non tutti sanno che Mont Saint Michel fu anche una prigione.

Ad oggi, questo sito è famoso per le antiche e meravigliose costruzioni ma anche per l’incredibile fenomeno delle maree che possono raggiungere fino i 14 metri di altezza.

Attirato dalla sua fama,  lo scrittore francese Victor Hugo, continua Mario D’Ignazio,  definì questo luogo incantevole “Una piramide sul mare” e  descrisse accuratamente il fenomeno delle maree che si può ammirare in alcuni momenti della giornata.

Mont Saint Michel prende il nome dal santo patrono Michele Arcangelo, al quale è dedicata l’intera struttura. La leggenda vuole che l’Arcangelo Michele apparve tre volte in sogno ad Aubert, vescovo di Avranches, e gli ordinò di costruire in suo onore una chiesa sull’isola rocciosa. Nelle prime due occasioni il vescovo ignorò la richiesta del santo finché quest’ultimo si arrabbiò e gli trafisse leggermente il cranio con un dito, sussurrandogli “costruiscilo e loro verranno”. La reliquia del cranio del povero vescovo è conservata a Saint-Gervais Chiesa di Avranches.  

Ciò portò il vescovo ad assecondare la richiesta dell’arcangelo e  così “vennero” i pellegrini da tutta la cristianità e ancora oggi i turisti da ogni angolo del mondo.

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MARIO D’IGNAZIO E PAPA FRANCESCO

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